Immagine

Prestare molta attenzione a qualcosa non è sempre facile. È stato infatti dimostrato che persino i pesci rossi hanno una capacità di attenzione superiore alla nostra. È evidente che il nostro cervello può concentrarsi solo fino a un certo punto e la nostra attenzione viene costantemente stimolata da stimoli diversi.

Tristan Harris, ex Product Manager di Google, ha persino ammesso che le app per smartphone e social media sono progettate principalmente per catturare la nostra attenzione. Potrebbe sorprendervi sapere, però, che l'attenzione non si limita a ciò su cui ci concentriamo, ma coinvolge anche le informazioni che il nostro cervello cerca di filtrare. Fondamentalmente, si tratta di un processo di selezione.

Dirigere l'attenzione

Esistono due modi in cui dirigiamo la nostra attenzione. Il primo è l'attenzione esplicita, in cui muoviamo gli occhi verso qualcosa per prestarvi attenzione. Il secondo è l'attenzione implicita, in cui prestiamo attenzione a qualcosa, ma senza muovere gli occhi.

La tua attenzione palese è rivolta di fronte a te perché è correlata alla direzione dei tuoi occhi. Al contrario, l'attenzione nascosta è rivolta dove non stai guardando direttamente. È quella che scruta costantemente l'area circostante.

Cambiare la nostra attenzione

Come funzione cognitiva, l'attenzione è particolarmente interessante perché possiamo spostare la nostra attenzione non solo con gli occhi, ma anche con il pensiero. Questa particolare qualità è ciò che ha alimentato la curiosità di Mehdi Ordikhani-Seyedlar, un neuroscienziato computazionale che lavora sulle interfacce cognitive cervello-macchina.

Ordikhani-Seyedlar studia i modelli cerebrali per costruire modelli per computer, che possono quindi riconoscere il corretto funzionamento del nostro cervello. Di conseguenza, se il nostro cervello non funziona correttamente, i computer possono essere utilizzati come dispositivi di supporto per la terapia.

Determinazione dei modelli delle onde cerebrali

Ordikhani-Seyedlar ha allestito un esperimento per determinare i nostri modelli di onde cerebrali quando guardiamo apertamente e di nascosto. Analizzando i segnali cerebrali, è stato in grado di tracciare esattamente dove i partecipanti stavano guardando e a cosa prestavano attenzione.

Ciò che è interessante è che, quando prestavano attenzione in modo implicito, si attivavano parti dell'area frontale del cervello. Studi precedenti hanno dimostrato che le aree del cervello attivate da spostamenti di attenzione impliciti ed espliciti sono molto simili: i segnali provengono dalla parte posteriore della testa. Lo studio, tuttavia, dimostra che questi tipi di attenzione potrebbero richiedere un'analisi più approfondita.

Distrattori inibitori

Nell'essere umano, la parte anteriore del cervello è responsabile delle funzioni cognitive superiori. Sembra che la parte anteriore agisca come un filtro che lascia entrare le informazioni a cui prestiamo attenzione, inibendo al contempo le informazioni provenienti da stimoli ignorati.

La capacità di filtraggio del cervello è fondamentale per l'attenzione, che in alcune persone, come quelle con ADHD, è carente. Un individuo con ADHD, ad esempio, non riesce a inibire questi fattori di distrazione, il che spiega perché non riesce a concentrarsi a lungo su un singolo compito.

Tecnologia per migliorare l'attenzione

NeuroTracker aiuta ad allenare il cervello massimizzando l'attenzione manifesta e inibendo al contempo i distrattori. In una NeuroTracker , gli utenti indossano occhiali 3D e vengono invitati a seguire più oggetti che si muovono simultaneamente sullo schermo. Il suo di tracciamento di oggetti multipli (MOT) 3D sfrutta quattro proprietà principali dell'attenzione: sostenuta, distribuita, selettiva e dinamica.

NeuroTracker per ADHD

In un esperimento condotto su studenti con difficoltà di apprendimento, NeuroTracker ha dimostrato di essere in grado di migliorare l'attenzione in un periodo di cinque settimane. L'esperimento è stato condotto da un team del Perceptual Neuroscience Laboratory for Autism and Development della McGill University . I ricercatori volevano verificare se il compito MOT potesse aiutare gli studenti a:

  • Concentrarsi selettivamente e dirigere l'attenzione sulle informazioni rilevanti
  • Ignora gli eventi che distraggono
  • Distribuire l'attenzione tra più stimoli
  • Mantenere questo livello di concentrazione per un periodo di tempo

I promettenti risultati dell'esperimento confermano che NeuroTracker non è semplicemente un esercizio di allenamento visivo. In quanto tecnologia che allena sia l'attenzione esplicita che quella implicita, rappresenta un approccio cognitivo innovativo nel campo delle neuroscienze. NeuroTracker offre un grande potenziale per comprendere il funzionamento del nostro cervello e per potenziare ulteriormente le nostre funzioni cognitive superiori.

Seguici

Freccia

Inizia con NeuroTracker

Grazie! La tua richiesta è stata ricevuta!
Oops! Si è verificato un errore durante l'invio del modulo.

Supportato dalla ricerca

Seguici

Notizie correlate

Team NeuroTrackerX
17 novembre 2025
Come NeuroTracker supporta il funzionamento quotidiano e l'apprendimento per l'ADHD

Scopri come NeuroTracker supporta l'attenzione, la predisposizione all'apprendimento e le attività quotidiane delle persone con ADHD.

Istruzione
Benessere
Lee Sidebottom
3 febbraio 2025
7 strategie efficaci per raggiungere il successo accademico

Scopri modi pratici per aiutare tuo figlio a rimanere organizzato, motivato e avere successo a scuola.

Istruzione
Team NeuroTrackerX
17 gennaio 2025
Come bilanciare il tempo trascorso davanti allo schermo e quello dedicato allo studio per un apprendimento ottimale

Scopri perché trovare l'equilibrio tra tempo trascorso davanti allo schermo e tempo dedicato allo studio non è una questione di perfezione, ma di progresso.

Istruzione
X
X