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Per diversi decenni, il mondo della simulazione ad alta fedeltà della realtà virtuale (VR) è stato lo strumento di riferimento per psicofisici e neuroscienziati impegnati a svelare i misteri dell'elaborazione sensoriale e della percezione umana. I ricercatori che utilizzano la VR hanno fatto una nuova scoperta, dal nome alquanto poetico, chiamata "Illusione del Tatto Fantasma" (PTI). In pratica, hanno dimostrato che è possibile percepire sensazioni fisiche reali in base all'interazione tra elementi virtuali. In questo articolo, metteremo in evidenza i risultati dello studio e faremo luce sui complessi meccanismi della rappresentazione multisensoriale.

Ispirati dall'idea che non è possibile farsi il solletico da soli a causa del gating tattile, gli scienziati tedeschi della Ruhr-Universität Bochum hanno utilizzato scenari di realtà virtuale immersiva per verificare se la visione di rappresentazioni avatar di persone potesse stimolare sensazioni fisiche reali quando si chiedeva loro di toccare parti del corpo dell'avatar con un bastoncino virtuale.
Inaspettatamente la maggior parte dei partecipanti ha riferito una forte sensazione manifestata come formicolio o sensazione statica, simile al vento che passa attraverso la mano, corrispondente al punto specifico toccato sul corpo virtuale.

L'intensità degli effetti variava: alcune persone coinvolte nello studio credevano che i ricercatori stessero cercando di ingannarli e stessero in realtà utilizzando una qualche forma di vera stimolazione tattile.
Lo studio ha coinvolto 36 soggetti, e tutti tranne quattro hanno segnalato la PTI quando hanno utilizzato un bastone virtuale sulle loro mani. La cosa più sorprendente è che la sensazione si è verificata anche quando i soggetti hanno toccato parti non visibili dei loro arti. Questa scoperta suggerisce che la rappresentazione del proprio corpo è definita dall'alto verso il basso, estendendosi oltre le informazioni sensoriali disponibili.
I risultati si distinguono dalla famosa "illusione della mano di gomma", che, sebbene altrettanto affascinante, è un'illusione di corporeità, ovvero un'illusione in cui le persone percepiscono oggetti non appartenenti al proprio corpo come se lo fossero. Tuttavia, quest'ultima si basa su una reale stimolazione tattile per indurre l'effetto.

La scoperta del PTI, insieme all'illusione della mano di gomma, approfondisce la nostra comprensione di quanto sia incredibilmente flessibile la mente umana nel determinare i confini della percezione fisica e metafisica. Come hanno stabilito i ricercatori, questo avviene solo in condizioni percettive molto specifiche, che essenzialmente "hanno senso" per il cervello.
Un punto chiave qui è che le tecnologie VR sono metodi ideali per simulare questo tipo di potenti illusioni e stanno diventando sempre più sofisticate e accessibili. Oggi, simulazioni virtuali ad alta fedeltà possono essere ottenute con visori VR all-in-one a partire da soli 300 dollari, mentre 15 anni fa lo stesso livello di simulazione costava di più, nell'ordine dei 3 milioni di dollari, e richiedeva una solida competenza tecnica.
Ciò rende la replica di tali studi o l'approfondimento di ricerche più esplorative in questo ambito altamente accessibili per i neuroscienziati, oltre ad avere una rilevanza crescente grazie all'aumento dell'adozione della realtà virtuale per l'intrattenimento da parte del pubblico.

Sebbene la tecnologia hardware VR abbia raggiunto la maturità negli ultimi anni, lo sviluppo del software VR ha ancora molta strada da fare, soprattutto perché sono necessarie competenze in neuroscienze per progettare simulazioni realmente immersive.
Il fatto che questa tecnologia possa innescare potenti illusioni fisiche significa che la realtà virtuale ha il potenziale per offrire esperienze immersive di livello superiore. Immaginate, ad esempio, di giocare a un gioco basato su avatar e di provare sensazioni fisiche provenienti dall'interno del mondo di gioco.
L'illusione del tocco fantasma porta alla scoperta che la percezione tattile umana avviene attraverso una modulazione top-down della corteccia somatosensoriale attraverso uno schema corporeo molto flessibile. Rivela una nuova entusiasmante dimensione nel mondo immersivo della realtà virtuale, dimostrando concezioni molto più ampie sull'auto-tocco e sulla percezione sensoriale in generale.
Studio ad accesso aperto su Nature ScientificReports:
Artur Pilacinski, Marita Metzler &Christian Klaes.




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