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D: Descrivi NeuroTracker?
R: Beh, è un sistema virtuale che permette agli sportivi di affinare le proprie capacità percettive e cognitive per ottenere prestazioni ottimali. Si tratta di un'innovazione scientifica, inventata dalla neurofisica di fama mondiale Dr.ssa Jocelyn Faubert dell'Università di Montréal, che misura e migliora le prestazioni cognitive nello sport e nelle attività quotidiane.
D: Come lo descriveresti a un principiante?
R: In poche parole, è un sistema di tracciamento 3D di oggetti multipli progettato per isolare e allenare i meccanismi attentivi legati alla vista. Questo allenamento migliora la velocità di scansione di una scena visiva e aumenta la capacità di attenzione. NeuroTracker utilizza un ampio display 3D per migliorare e allenare le capacità di tracciamento degli atleti, mettendo alla prova la loro percezione visiva nel seguire molteplici bersagli a velocità diverse.
R: La prestazione di un atleta, amatoriale o professionista, dipende da un'ampia gamma di abilità cognitive. Tra queste rientrano la velocità di elaborazione, l'efficienza dell'apprendimento, la memoria di lavoro e il livello di attenzione. Una routine di allenamento dovrebbe includere esercizi per migliorare le capacità cognitive, proprio come una buona alimentazione favorisce lo sviluppo muscolare.
Essere in grado di acquisire queste abilità in un ambiente non competitivo è un buon inizio. Successivamente, è possibile aggiungere sfide fisiche e specifiche per ogni sport per aumentare l'intensità dell'allenamento. È possibile aumentare gradualmente l'intensità fino a raggiungere o superare il carico cognitivo di una partita vera e propria.
D: Quanto dura ogni sessione su NeuroTracker?
R: Se ti preoccupa la durata di queste sessioni, non temere, perché durano solo dai 3 ai 5 minuti ciascuna. Gli effetti per chiunque intraprenda questo percorso, soprattutto per gli atleti, sono notevoli, grazie al rapido processo di sviluppo cerebrale che garantisce una stimolazione cognitiva mirata.
Esperimenti hanno dimostrato che un allenamento così intenso può avere effetti positivi su alcune attività della vita quotidiana (Legault e Faubert, 2012). Ulteriori ricerche approfondite in altri ambiti dello sport, come le corse automobilistiche (Faubert, Bellavance e Hirsch, 2013), hanno dimostrato un miglioramento del processo decisionale.




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