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Qual è la differenza tra i buoni atleti e le vere stelle dello sport come Matt Ryan, Cristiano Ronaldo e Steph Curry? Tutti loro possiedono una visione sportiva e la scienza dello sport se n'è accorta. L'allenamento della visione sportiva, o "neurovisione", sta riscuotendo un enorme successo negli ultimi anni, con molti allenatori professionisti che lo considerano la prossima frontiera per il miglioramento delle prestazioni. Ma cos'è l'allenamento della visione sportiva, perché sta diventando così popolare e qual è la scienza che si cela dietro a questo processo, come migliora la consapevolezza situazionale e il processo decisionale? Ecco 3 articoli chiave che risponderanno a queste domande e vi aiuteranno a capire meglio l'argomento in pochi minuti.
Un mix di optometria, allenamento della vista sportiva e allenamento cerebrale: l'approccio neurovisivo è un nuovo e sofisticato metodo per migliorare le prestazioni atletiche. Questo blog ne illustra le basi e come applicarlo agli atleti professionisti.
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Allo stesso modo in cui un atleta migliora le prestazioni sportive allenando il corpo per sviluppare forza e resistenza, le capacità visive possono essere migliorate e potenziate attraverso un'ampia gamma di tecniche di condizionamento. Questo blog illustra come i principi chiave vengono applicati dagli specialisti e perché i benefici stanno facendo evolvere atleti d'élite di nuovo calibro.
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La consapevolezza della situazione è fondamentale per prendere decisioni vincenti sotto pressione. Negli sport frenetici, se si riescono a prendere decisioni efficienti e accurate basandosi sull'elaborazione visiva, allora non si può letteralmente competere. Questo speciale in due parti affronta prima i principi concettuali e le neuroscienze alla base di questo approccio, per poi approfondire il motivo per cui la visione periferica è un fattore così critico per le prestazioni.
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Ci auguriamo che questo blog vi sia stato utile. Se siete interessati anche a come applicare NeuroTracker all'allenamento della vista sportiva, date un'occhiata al nostro NeuroTracker 101, un ottimo punto di partenza.




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Seguire le istruzioni alla lettera non sempre garantisce il risultato desiderato. Questo articolo mostra come gli esiti dipendano da come le istruzioni vengono interpretate nel contesto reale.

La ripetizione di compiti nel tempo porta alla creazione di scorciatoie cognitive. Di conseguenza, anche minime variazioni in questi compiti possono causare errori inaspettati. Questo articolo illustra alcuni esempi comuni di tali adattamenti e come piccole modifiche possano rimodellare l'esecuzione dei compiti.

Piccoli cambiamenti nell'ambiente possono rimodellare ciò che vedi, a cui accedi e su cui agisci. Questo articolo spiega come anche differenze minime possano alterare i percorsi decisionali e portare a grandi cambiamenti nelle prestazioni.
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